Napoli, Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano
Dal 28 settembre 2010 al 3 aprile 2011
 
Una folla di donne sta per occupare i nobili saloni di Palazzo Zevallos Stigliano, su via Toledo, nel cuore di Napoli.
Sono madri di famiglia, mogli ma anche bellissime etére, colte “cortigiane”, o le donne del mito, Amazzoni e Menadi.

Racconteranno di come, tra V e il III secolo avanti Cristo, in Grecia e nella Magna Grecia vivevano, amavano, sognavano le donne. Il tutto visto però con gli occhi degli uomini.
Sono infatti solo ed esclusivamente maschi i ceramisti che realizzano e soprattutto dipingono le meravigliose ceramiche che Intesa Sanpaolo espone dal 29 settembre al 3 aprile 2011, nella propria sede espositiva a Palazzo Zevallos Stigliano, in occasione della mostra Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo.
L’eccezione, l’unica nota, è quella documentata in una kalpis attribuita al “Pittore di Leningrado”. Il pezzo illustra l’interno di una bottega di ceramisti e mostra al lavoro proprio una donna intenta a decorare un vaso.

Tutte le ceramiche esposte provengono dalla collezione Intesa Sanpaolo, una tra le più importanti al mondo, ricca di ben 522 reperti provenienti da Ruvo di Puglia, importante centro dell’antica Apulia.

La mostra è la prima del ciclo espositivo intitolato Il Tempo dell’Antico. Pagine di archeologia e cultura destinato a svelare, attraverso percorsi tematici di cui questa mostra è il primo esempio, questa magnifica collezione. Inaugurata un anno fa alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, l’esposizione si trasferisce oggi a Napoli e presenta al pubblico partenopeo circa trenta ceramiche selezionate dalla raccolta archeologica della Banca.

Ospiti speciali dell’esposizione napoletana sono due vasi concessi in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, anch’essi provenienti, come le ceramiche di Intesa Sanpaolo, dalle tombe di Ruvo. Si tratta di due esemplari straordinari, per la raffinatezza di esecuzione e per le storie del mito narrate, che vedono protagoniste due donne, Medea e Cassandra, il cui ruolo e le cui vicende appaiono in antitesi: donna innamorata, maga e madre crudele le prima, sacerdotessa vergine la seconda, entrambe comunque segnate da un destino cruento e violento.
Il rapporto con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli avrà un seguito oltre a questa mostra: alcuni vasi della preziosa collezione del Museo saranno restaurati nell’ambito del progetto Restituzioni 2013, il programma di restauri che vede Intesa Sanpaolo al fianco delle Soprintendenza italiane nella salvaguardia del patrimonio artistico del Paese.

A Palazzo Zavallos Stigliano le donne dell’antichità dialogheranno idealmente con altre donne, a cominciare da Orsola, la santa il cui martirio è stato raffigurato da Caravaggio nella splendida tela qui esposta, capolavoro delle collezioni della Banca.
In concomitanza con la mostra sono previste attività legate al tema della mostra, quali conferenze e concerti nel salone del pubblico di Palazzo Zevallos Stigliano.
Inoltre saranno attivati laboratori didattici rivolti alle scuole e a tutti i visitatori della Galleria.

Ideatrice del percorso di conoscenza e valorizzazione della collezione vascolare è stata Fatima Terzo, responsabile dei Beni culturali di Intesa Sanpaolo, scomparsa nel maggio del 2009, a cui viene dedicata l’intera rassegna.

Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo è aperta al pubblico dal 29 settembre 2010 al 3 aprile 2011, da martedì a domenica (lunedì chiuso) dalle 10 alle 18.
Ingresso gratuito alla mostra riservato ai clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo ogni prima domenica del mese.
Informazioni: www.palazzozevallos.com

Contatti stampa
Beni archeologici e storico-artistici, Intesa Sanpaolo
Tel. 800.201782 beniculturali@intesasanpaolo.com

Antonella Zivillica
Responsabile Ufficio Media/Attività Sociali e Culturali, Intesa Sanpaolo
tel. 06.67125312 stampa@intesasanpaolo.com

In collaborazione con Studio ESSECI
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Ulteriori immagini e informazioni:
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Fonte: comunicato stampa da www.studioesseci.net
 
 
 
 
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